Da Faust
(Gretchen dinanzi all’immagine della Mater dolorosa)
(trad.©Erik Battaglia)
Volgi clemente,
o Dolorosa,
il tuo sguardo alla mia pena!
Con la spada nel cuore,
con tormenti infiniti
guardi tuo figlio che muore.
Guardi il Padre,
ed elevi i tuoi sospiri
per la sua, per la tua pena.
Chi può sentire
il dolore che
scava nelle mie ossa?
Le angosce del mio cuore,
i suoi tremori, le sue brame,
solo tu puoi sapere, tu sola!
Ovunque io vada,
ah, che pena, che pena,
qui in fondo al petto mio!
E quando, ahimè, son
sola,
io piango, piango, piango,
e il cuore sembra spezzarsi.
I vasi che adornano la finestra
ho bagnato con le mie lacrime,
quando, al primo mattino
ho colto per te questi fiori.
Il chiarore del primo sole
splendeva nella mia stanza,
e già mi levavo dal letto
col mio fardello di dolore.
Aiutami! Salvami da vergogna e morte!
Volgi clemente,
o Dolorosa,
il tuo sguardo alla
mia pena!